Mi chiamo Jo 2.0 e discendo psicologicamente dalla famiglia March. Con l'intervento incidentale di Laurie ho partorito Meg ed Amy (Beth l'ho saltata), sto cercando di liberarmi dal morbo del marketing e vivo facendo progetti su cosa farò da grande.
giovedì 7 novembre 2013
Professione Zombie
Svegliatevi signori del marketing e della comunicazione, non serviamo più a nessuno!
Se da una parte la rete e le nuove vie della comunicazione digitale hanno stravolto logiche e dinamiche che perduravano da un secolo più o meno immutate, dall'altra parte le aziende non hanno afferrato bene le conseguenze di questo cambiamento: all'inizio continuando ad operare senza tenerne conto, poi improvvisamente ribaltando totalmente le strategie e le logiche di investimento, come in una sorta di inversione ad U in autostrada il giorno dell'esodo estivo.
In pratica noi che nella firma abbiamo scritto "responsabile della comunicazione" ci siamo ritrovati dalla posizione di chi cercava di portare innovazione - proponendo di spostarsi dal solito e affidabile (per chi poi?) media mix TV+stampa+affissione che accompagnava i lanci prodotto o le feste comandate - a quella di venditori di fumo senza conoscenza del moderno business, costretti a dimostrare con modelli derivati dal teorema di Pitagora ogni singolo centesimo da investire in pubblicità, nonchè sottoposti, a campagna terminata, al giudizio di un vero plotone di esecuzione, pronto a mandarti sulla forca se il ROI (formula maledetta che ricorda nell'acronimo i poteri assoluti del Re Sole) non corrisponde esattamente alla previsione fatta dal Mago Merlino di turno.
Ergo, se prima eri un cretino perchè ti permettevi di proporre una campagna di guerrilla o l'uso di YouTube (You cosa?) adesso non capisci un tubo (ecco cos'era!) perchè sentenzi che fare unicamente campagne su Google non sia sufficiente se il tuo prodotto non è una bottiglia di Coca-Cola (che fra l'altro nemmeno segue questa illuminata strategia).
Inutile contare poi sulle analisi post-campagna, sperando in risultati che attestino che avevi ragione tu: ci sarà sempre un genio che produrrà un documento etereo che si guarderà bene dal fornire spunti utili e veritieri.
A me di recente ne è capitato uno che concludeva con un'enunciazione che è una vera perla, che riporto integralmente:
.".. ROI is below target in some countries, mostly due to high activation spending and sales being below target".
Io non ci sarei mai arrivata.
domenica 22 settembre 2013
Gli esami non finiscono mai
Ieri primo giorno d'autunno e oggi la prima di una serie di domeniche blindate in casa a far compiti.
Prima che qualche psicologa dell'età evolutiva mancata si pronunci in consigli o considerazioni, mi affretto a scrivere che non sono di quelle madri-maestre che sorvegliano le propria prole come una Rottenmeier ( infatti io sto qui a pigiare sui tasti mentre Amy2.0 è abbandonata al suo destino fra testi e numeri), ma non credo sia contemplabile dalla legge mollare i marmocchi a casa e andarsene in giro per i fatti propri.
Mi chiedo: perché mai tu, maestra dei miei figli, hai diritto al riposo del finesettimana, mentre io non posso muovermi di casa perché tu li hai riempiti di tanti di quei compiti che nemmeno il preside dell'Attimo Fuggente avrebbe approvato?
Posso pensare che il prossimo weekend ti porto i format per la presentazione di budget e li compili tu al posto mio?
giovedì 19 settembre 2013
Il muffin può aspettare
I buoni propositi anche stavolta se la sono data a gambe come un gatto davanti al bagnoschiuma. Le mie farine alternative e il piano d'azione per l'abbattimento del sordido muffin sono stati posti in momentanea sospensione, in attesa di giornate migliori.
Prima di fare certe sparate devo imparare a tener conto dell'abbrutimento giornaliero dell'ambiente lavorativo e farmi una ragione del fatto che non sono Wonder Woman.
Facciamo che continuo a guardarmi allo specchio del bagno ed evito quello della cabina armadio, almeno la mattina in mutande (per fortuna il sensore della lampada è andato e la luce non si accende se non si preme l'interruttore).
venerdì 13 settembre 2013
Obiettivo pancia piatta: primo piatto , zac!
La finta frittata con zucchine è venuta discretamente (a me pareva buonissima, ma faccio la media con i commenti del resto della famiglia, che comunque non ha avanzato nemmeno una briciola per le mosche) anche se ho dovuto fare variazioni sul tema. In sintesi (il tempo è tiranno con tutti e io, l'ho già detto, non me la posso menare come Cracco):
200gr di farina di ceci
2 bicchieri di acqua
1 cucchiaino di curcuma
sale q.b.
1 cipolla
1 o 2 zucchine (dipende dalle dimensioni)
olio extra vergine
Partite affettando sottile la cipolla (a me piace di Tropea) e soffriggendola a fuoco basso (non deve bruciare), dopo vanno aggiunte le zucchine affettate molto sottili finchè son morbide, ma non troppo cotte.Bisogna poi mescolare la farina con l'acqua, un paio di cucchiai di olio, una presa di sale, la curcuma (meglio usare la frusta, il rischio di grumi è ridotto). La pastella non deve essre troppo liquida, ma nemmeno troppo compatta; la pastella va poi unita alle zucchine. Per la cottura, la ricetta originale dice di cuocerla in padella come una frittata: io ci ho provato e si stava attaccando tutta, perciò l'ho trasferita in una teglia tonda e l'ho cotta in forno (non so per quanto, finchè inizia a formare una specie di crosticina).
Lo so, la foto non rende, ma non bisogna farsi ingannare dall'aspetto. Tiepida non era niente male.
lunedì 9 settembre 2013
Ma una pancia a soufflè si sgonfierebbe?
Sì, capito bene, a muffin. Sì, esatto, l'immagine che vi viene in mente è proprio quella: non una comune pancetta tonda e sporgente, ma una forma ancora più punitiva, con la parte sotto l'ombelico che sborda a fungo o, appunto, come un soffice muffin.
Faccio tanti complimenti a quel genio che l'ha definita così, condannando per sempre chi, come me, se l'è vista arrivare in dote, alla consapevolezza della sua eterna presenza.
Dico io, ma chiamarla "a soufflè"? Il rimando ributtante sarebbe stato lo stesso, ma magari avrei potuto sperare in un limite temporale e magari svegliarmi una mattina - uscita dal letto come il soufflè dal forno - piatta come un asse da stiro. Anzi, magari un pò incavata, non si sa mai che rispunta subito.
Invece no, a muffin l'abbiamo chiamata...
Qui urge un piano d'azione di quelli ad urto: dopo aver setacciato la rete adesso so tutto quello che devo eliminare dalla dieta (è facile, tutto quello che mi piace) e da domani mi priverò della farina di grano in toto o quasi. Ho fatto già la scorta di farine di ogni genere, ceci, riso, kamut, farro etc..
Parte la sfida: trovare piatti da cucinare in tempo record la sera, cercando di non farsi coprire di insulti dal resto della famiglia.
Vediamo se almeno riesco a farne uno per ogni tipo di farina acquistata, anche solo per ammortizzare la spesa.
A proposito, ho trovato un sito di grande aiuto: http://www.greenme.it/mangiare/cucina
domenica 8 settembre 2013
Questo inverno pomodoro e basilico come a Luglio
E va bene, non dovrei dirlo io, ma è proprio venuta bene. Sono orgoliosissima della mia piccola serra! Per ora ci sono solo il timo, in compagnia di una piccola piantina di basilico (talea del basilico di quest'anno, non credevo che ci sarei riuscita a farla radicare) ed effettivamente sembrano un pò superstiti di un campo dopo il passaggio di un gregge di pecore, ma spero di riuscire a inserire a breve anche maggiorana e salvia, possibilmente non comprando le piante già fatte (mi piacciono le sfide, vorrei ricavare delle talee anche di queste), così magari la compagnia le renderà tutte più allegre positive. Intanto egoisticamente le rimiro soddisfatta della pia opera compiuta: una scatola di legno da vini ha ritrovato dignità e una nuova vita, evitando di finire fra la carbonella dei barbeque di fine stagione (è bastato dipingerla con vernice bianca all'acqua) e con le aromatiche l'insieme è anche un elemento decorativo in cucina. COME SONO BRAVA!
martedì 3 settembre 2013
Mamma, che lavoro fai?
- comunicazione
- e cioè?
- devo trovare il modo migliore per raccontare quanto sono buoni i nostri prodotti, così le persone li comprano
- ho capito, tu realizzi le pubblicità che vanno in TV
- no, quelle le fanno in Europa
- allora tu decidi dove farle vedere
- no, quello lo decidono in Europa
- allora tu cosa sei li a fare? Non potresti stare a casa con me? Tanto fanno tutto in Europa...
- beh ma io devo coordinare il modo in cui queste attività vengono fatte in Italia e fare in modo che tutto quello che viene fatto per promuovere i nostri prodotti funzioni come in una grande orchestra
- caspita! e come fate?
- fissiamo riunioni in cui si parla di come organizzarci
- è lì che decidete cosa fare?
- no
- allora cosa fate?
- discutiamo
- di cosa?
- di cosa fare
- ho capito: in riunione si discutete e basta, ma non si decide niente
- (...........)
- e quando avete finito di discutere?
- ci fissiamo un'altra riunione per presentare le nostre idee
- ah ecco, poi decidete lì
- no, poi mandiamo il nostro piano ai colleghi che lavorano in Europa
- perchè?
- per farcelo approvare
- e perchè te lo devono approvare?
- perchè loro decidono cosa si può fare e cosa no
- quindi tu non decidi niente!
- (.............)
- vabbè mamma, ho capito: tu ogni giorno vai in ufficio e fai comunicazione, cioè fai tante riunioni, discuti di cosa fare, ma non decidi mai niente perchè tanto non puoi, poi arriva un Europeo che ti dice cosa devi fare.
Giuro che se rinasco studio da estetista.